Una gita alle radici. 3.L’addio alle tracce.

ottobre 7, 2009

Una gita alle radici.

3. L’addio alle tracce.

Sono vecchio di iuta

lacero di volontà.

Le fiabesche briciole di pane

sono perdute in lunghe scie nere

di allegre cornacchie.


Una gita alle radici. Il ritorno sarà.

ottobre 2, 2009

Una gita alle radici.

2. Il ritorno sarà.

Un viaggio e poi torno

di nuovo, son nuovo

mi tolgo le scarpe

e accenno a un caffè

il latte macchiato

la nuvola e il tè.

Risplende il tappeto

appeso d’oriente

ricco di trame

filate e poi niente

d’intorno è cambiato

solo l’utile faggio

per l’ombra incipiente

è stato da un raggio

abbattuto, fendente.


ottobre 1, 2009

Una gita alle radici

1. Le ragioni dalla gabbia.

Un volo in giardino, lo sai,

è questo che aspetti.

E poi dici che sono scurrile.

Scavo con le mani, me lo mangio il giardino!

E ci penso, penso a quanto è buona la terra!

su un qualsiasi altro pazzo pianeta

Sono certo:

la muffa è ovunque:

sulle ali del pappagallo che dice ciao

e sui colori,

sulle fibbie del piccolo mondo.

A piedi, Marco! A piedi!

Col fastidio sulle spalle

ragiono male, reagisco male

alla metafora oltre la siepe.

All’erba m’aggrappo strappata e

un varco oltre il parco…

un varco oltre il parco, Marco!

prerogativa antica.

Il parco mondo cocciuto.

M’aggrappo e scavalco, rotolo

dentro la linfa del vivo,

sono eroe di clorofilla

oltre l’atomo e sfera

ributto in picchiata, a esplodere

m’aggrappo al frammento

rubato dal nero


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