Incontrammo le dune,
effluvi di conchiglia.
Una mattina di luce riempie la casa
per via della neve recente sulla riva dei colli
spelati e bruni.
Apro le imposte
e ad accogliermi fuori
ci sono i miei gatti.
Qualcuno è contento del risveglio di casa,
ma io non lo so, è un periodo di sogni
e si sa, è necessario dormire.
Così, se mai volessi tenere un diario,
il diario sarebbe quello di un giorno.
All’automatico clic che sovrappone
qualcosa, traspare uguale a se stesso
il movimento gelato di questo paesaggio.
I vecchi mi dicono che la terra
era il fondale del mare
e che il mare irrequieto
abbia lasciato l’impronta
del suo addio inatteso.
Rimanere di stucco,
è un po’ quel che la terra ha insegnato alla gente
quando un’onda straniera bagna il fossile
e riporta all’orecchio una conchiglia di pietra.